Ponte Sospeso sul torrente Lima ed un messaggio per il capitano Schettino

Non c’è che dire…una passeggiatina sul Ponte Sospeso sopra la Lima, per chi come me soffre di vertigini (di natura nervosa) non è uno scherzo. Queste foto letargano sul mio computer da qualche anno, ma visto che mi sono ripromessa di fare ordine…eccomi qua a raccontare di questo ponte sospeso.

Siamo sul torrente Lima tra Mammiano Basso nel comune di San Marcello Pistoiese e Popiglio nel comune di Piteglio .
Tutto intorni boschi e ancora boschi…un luogo molto bello, immerso nella natura…quel giorno l’apprensione era tutta rivolta al ponte, che ponte non è, nel senso che è mobile…una struttura ben salda in acciaio che oscilla a seconda del vento e delle persone che l’attraversano. Il “selciato” del “ponte” è una grata pure in ferro ma forata, quindi si ha decisamente l’impressione di camminare nel vuoto ( o meglio, io ho avuto questa impressione, voi magari siete molto più padroni della vostra emotività).

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Castelfalfi, borgo deliziosamente fantasma

Sicuramente questo borgo si popolerà durante la bella stagione avendo al suo attivo una gestione lanciatissima riguardante alloggi, piscine, campi da golf e via dicendo, quindi a me piace visitarlo adesso, quando praticamente non c’è nessuno, ma nessuno veramente.

Domenica scorsa era una bellissima giornata di sole che anticipava la primavera (non come oggi che fa freddo ed il tempo è grigio) e una fermata a Castelfalfi (che dista circa 20 minuti da casa mia) è stata..rigenerante.

Una volta parcheggiata la macchina fuori dal borgo ci siamo inoltrati percorrendo la stradina che porta al centro e non abbiamo incontrato assolutamente nessuno, la strada era deserta, come ben si vede dalle foto

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Lucca, piazza dell’Anfiteatro

Due foto al volo di questa bellissima piazza sita in Lucca, si tratta della Piazza dell’Anfiteatro Romano, ricavata appunto da un antico anfiteatro romano del II secolo d.C., del quale rimangono visibili solo due arcate esterne anche se la piazza ne conserva la forma ellittica

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Vorrei capire il motivo che spinge certa umanità ad affliggere altra umanità…

Vorrei capire il motivo che spinge certa umanità ad affliggere altra umanità con la moda di questi lucchetti assurdi….

Forse sfugge il concetto basilare che l’amore è libertà e quindi usare un lucchetto per evidenziare questo sentimento è di per se un controsenso, senza contare che questo lucchetto non salvaguarderà il rapporto da eventuali problematiche di vario tipo e natura.

L’unico effetto visibile è che passeggiando in Ponte Vecchio e Firenze e ammirando tale antico luogo la vista e il gusto restano offesi da questi lucchetti e da tutte le scritte che fanno da cornice…

Che ci posso fare???? Sono antica???? Sì, sono antica e non li sopporto!

Istante natalizio in Firenze

Adoro andare a spasso per Firenze ed adoro farlo da sola…in piena libertà, sostando  o affrettandomi quando voglio….Firenze è sempre uno spettacolo e una nuova scoperta…

Un paio di scatti “classici”:

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La mia città il 4 Novembre 1966

Avevo 7 anni e in quei giorni ero a letto malata con la parotite o orecchioni che dir si voglia…insieme alla mia sorellina, io e lei finivamo spesso ammalate insieme.
Il fiume ruppe gli argini intorno alle 14.00 e l’acqua invase la città.
Ricordo quel giorno, era festa e i miei nonni erano a pranzo a casa mia.
La mia famiglia era titolare di un piccolo cordificio e mio padre si precipitò in ditta per accertarsi che nessuno fosse in pericolo e per cercare di mettere in salvo Lola, un pastore tedesco, ma non fu possibile, la potenza dell’acqua scaraventò Lola contro un cancello di ferro e la uccise.
Mio padre rimase bloccato su un tetto e lì fu soccorso….ricordo il silenzio rotto solo da una sorta di sirena che nessuno ha mi capito cose fosse, solo il terrore che tutto potesse saltare in aria.
Ricordo mia nonna che con i lacci delle scarpe e non so quale liquido realizzo dei lumi perchè le candele finirono in fretta.
L’acqua giunse a tre gradini dalla porta d’entrata di casa, al primo piano.
Devastazione, solo devastazione.

Video del TG commentetato da Richard Burton

Passeggiando per Varramista

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Approfittando del bellissimo pomeriggio mi sono concessa una passeggiata a Varramista, nel verde e nel silenzio: rigenerante!

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La tenuta di Varramista è bellissima, molto ben tenuta ed è possibile visitarla nei giorni ed orari indicati nella foto:

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La progettazione della villa si deve a Bartolomeo Ammannati (1511-1592) celebre scultore e architetto fiorentino della corte medicea che collaborò alla trasformazione di Palazzo Pitti e alla realizzazione della Fontana del Nettuno della Signoria a Firenze. L’edificio principale fu completato nel 1589, come recano le cifre incise sugli embrici del tetto.
Gino Capponi (1792-1876), unico figlio del marchese Pier Roberto e della marchesa Maddalena Frescobaldi, fu storico, senatore, legislatore e spirito intellettuale del mondo letterario, culturale e politico del suo tempo, scelse nel 1825 Varramista come residenza preferita e vi ospitò personaggi illustri come Alessandro Manzoni.

Nel 1876 Varramista fu ereditata dalla figlia Marianna, vedova del marchese Francesco Maria Gentile Farinola. Alla sua morte nel 1885, Varramista divenne proprietà della famiglia Gentile Farinola, nobile casata di origine genovese.
Anni 50’. Sono gli anni delle famiglie Piaggio e Agnelli, che fanno di Varramista residenza di campagna, luogo privilegiato di relax e svago, con il suo maneggio privato. La tenuta nel suo pieno splendore accoglie personaggi di spicco delle cronache contemporanee come il conte Emilio Pucci di Barsento, Marcello Mastroianni, il conte Clemente Zileri dal Verme, la contessa Franca Spalletti Trivelli e diventa cornice, nel ’59, delle nozze tra Antonella Bechi Piaggio e Umberto Agnelli.

Anni 90’. Giovanni Alberto Agnelli sceglie Varramista come propria residenza e ne cura ogni dettaglio, cominciando dalla riconversione dei vigneti che eleggono la Syrah a vitigno d’eccellenza della tenuta: nascono così i suoi vini pregiati. Varramista ospita nel ‘96 il matrimonio tra Avery Howe e “Giovannino” Agnelli.

Dopo la sua scomparsa, la tenuta diventa luogo prediletto della madre, Antonella Bechi Piaggio duchessa Visconti di Modrone, che apre le porte della maestosa tenuta al mondo, promuovendone la qualità e lo stile.

tratto da Fattoria Varramista in Toscana

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In Varramista è possibile godere di un soggiorno e di degustazioni, sul sito trovate tute le indicazioni: ⇒Tenuta di Varramista

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Vico Pancellorum, il paese misterioso

Questo paese sorge lungo il fiume Lima, a 650 metri di altezza, ai bordi dell’oasi di protezione faunistica Balzo Nero, offre un panorama mozzafiato su boschi e valli

Il nome stesso – Vico Pancellorum – suscita curiosità ed ha impegnato non pochi studiosi di ogni epoca nel tentativo – per ora infrottuoso – di determinare la corretta etimologia. Un’ipotesi potrebbe essere che quel “pancellorum” si riferisca al nome di una famiglia che qui avrebbe avuto la signoria, ma non si esclude che possa significare “cibo degli angeli”.Poi c’è la chiesa dedicata a San Paolo Apostolo. Un imponente edificio a pianta basilicale del quale si ha una prima notizia nell’anno 873 e sulla cui facciata esterna sono inserite, in bassorilievo, alcune figure simboliche sul cui significato ancora ci si arrovella. Il portale è sormontato da un architrave in pietra scandita da 5 immagini che, almeno apparentemente, non hanno alcun nesso l’una con l’altra.
La prima a sinistra rappresenta il Cristo crocifisso, la seconda è un albero con rami e foglie molto elaborati, la terza rappresenta un uomo con una spada in mano, poi è incisa una scacchiera i cui tasselli bianchi e neri sono determinati dalla maggiore o minore profondità di incisione, infine vi è l’immagine della Madonna con in braccio il Bambino. Quattro figure sono tuttora perfettamente visibili, mentre quella che rappresenta il soldato è stata scalpellata via. Una prima domanda potrebbe essere proprio questa: perché e quando si è cercato di cancellare quell’immagine? Comunque l’elemento più intrigante è certo la scacchiera, con tutte le sue implicazioni allegoriche. Quel quadrato, a sua volta suddiviso in 64 piccoli quadratini bicromi, riporta inevitabilmente al concetto di dualismo, di positivo e negativo, di bene e male, di maschile e femminile; e ancora, l’eterna lotta tra la luce ed il buio, il giorno e la notte e, in ultima analisi fra la vita e la morte

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In giro per Siena

Non mi sazia mai visitare Siena, è sempre emozionante…sorge su tre colli distinti, dove la confluenza determina una sorta di Y e in prossimità del punto d’incontro si trova Piazza del Campo protetta dai percorsi principali è posta in una conca naturale ed ha la forma di una grande valva di conchiglia dove il terreno in pendenza conduce al Palazzo Pubblico alla cui sinistra si staglia la stupenda Torre del Mangia.

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